Il supermercato delle arti marziali

a_supermercato-300x242L’altro giorno ho accompagnato un amico ad iscriversi in palestra e ho assistito a quello che mi piace definire “la vendita dell’imbonitore“.
Eh già, perché il mio amico che voleva fare un po’ di movimento e perdere qualche chilo, non sapeva si sarebbe figurato un mondo di corsi dai nomi futuristici e difficilmente pronunciabili ma che promettono benefici straordinari.
Preso dall’entusiasmo e dalla mia presenza chiede se si ci sono anche corsi di arti marziale, ed ecco spuntare: MMA, Kickboxing, Street Fight, Muai Thay, Krav Maga... “Wow! Cosa faccio?”
“Una buona assicurazione sicuramente” – scherzi a parte, passato lo stupore per la quantità di corsi praticati in quella struttura, è sorto spontaneo chiedere “chi fossero” questi maestri, conquistandomi tutto l’odio della receptionist.

Facciamo un passo indietro.
Per voi c’è differenza nel pranzare in un bar qualsiasi vicino l’ufficio o nel ristorante di uno degli chef di Master Chef?
Farsi riparare l’auto in una concessionaria autorizzata invece che dal benzinaio/barman/tutto fare di una stazione di servizio?
Questo ovviamente non significa che ad aspettarci dovrà essere un discendente diretto di Bruce Lee, ma affidarsi a pseudo istruttori/maestri con un’esperienza nell’ordine di qualche mese dovrebbe costituire un campanello d’allarme.

qualit-quantit“Ma a quella cifra cosa ti aspettavi?”
Se vogliamo generalizzare, seguire una persona non abbastanza esperienziata nel settore, può inevitabilmente portare a problemi, che trattandosi principalmente del nostro corpo, riguarderanno prima di tutto la nostra salute (quante volte avete sentito l’espressione “la cosa più importante è la corretta esecuzione”?).
Ovviamente ci sarebbe da considerare anche la forte influenza psicologica che queste persone/corsi possono avere sui più giovani o su persone facilmente plagiabili.
Riprendendo le parole dello Shifu Balletti in un precedente articolo (L’importanza di scegliere un buon maestro…) chiedere il Curriculum di un maestro dovrebbe far parte delle trattative di iscrizione e non di un momento di imbarazzo e/o di pregiudizio.

Purtroppo la diffusione e l’abbondanza di queste nuove discipline, soprattutto in Italia, ha dato a molti il modo di reinventarsi ed autoproclamarsi portavoce di culture ben lontane dalla loro origine.

Il marzialista sa, che dietro le luci e i fasti di nomi strabilianti e promesse da circense, una disciplina valida è quella che può praticare e sperimentare con i suoi compagni in palestra. Più ne acquisirà i principi e la destrezza, più prenderà consapevolezza della difficoltà nell’applicarla nelle circostanze della vita reale.

E’ un insegnamento innato in noi stessi, quando fin da piccolissimi abbiamo bisogno di toccare per distinguere il caldo dal freddo, il piacere dal dolore.
Nell’antichità i maestri si sfidavano per dimostrare quale disciplina fosse la più valida, tentando di migliorarsi indipendentemente dall’esito dello scontro. Oggi chiunque abbia praticato un corso pare sia capace di poter insegnare il proprio metodo di combattimento, mescolanza di stili che non si sa in quale altra vita abbia appreso, brevettato e certificato con tanto di video su YouTube con conseguenti effetti speciali.
E’ tutto molto bello… però se dobbiamo farlo, facciamolo come si deve e rivolgiamoci ad un esperto serio.
Buona pratica.

Pequi
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